Con gli sci ai piedi immersi in quel paesaggio incantato

La mattina mi svegliavo alla stessa ora di quando andavo a scuola solo che invece di prendere libri e quaderni, prendevo doposci e tuta.

Alle 8:30, puntuali, ci ritrovavamo davanti a scuola e, mentre aspettavamo l’autobus, il professor Manzoni faceva l’appello. Appena arrivava l’autobus, io e i miei compagni iniziavamo a correre, buttavamo gli zaini nel portabagagli e ci spintonavamo per cercare di occupare gli ultimi posti. Per scacciare la noia giocavamo a “obbligo o verità” ed usavamo i telefoni dove avevamo installato l’app. Durante l’ora di viaggi ci siamo divertiti tantissimo ad ascoltare la musica, ridere e scherzare.

Il primo giorno, arrivati a Passolanciano, la cosa che mi ha entusiasmato di più è stata la neve che non vedevo da circa un anno.

Ci hanno dato gli sci e l’attrezzatura che comprendeva casco, scarponi e racchette. Dopo, arrivati a Mammarosa, ero sempre più eccitata, guardavo le montagne innevate, le discese che avrei dovuto fare e la neve bianca e pulita che ricopriva il paesaggio che ci circondava.

Appena scesa dall’autobus, la prima cosa che ho visto è stato un grande chalet, tutto fatto di legno; li’ accanto c’era lo skilift e subito dopo la pista azzurra. Quel giorno non abbiamo fatto nulla di emozionante, ma l’istruttore ci ha insegnato a mettere gli sci, andare a spazzaneve e fare delle piccole curve. Verso l’una siamo andati nello chalet a mangiare e finalmente ho potuto riposarmi. Quello del pranzo è stato anche un momento per condividere le nostre emozioni.

La prima cosa che facevo quando entravo nello chalet era togliermi la tuta e gli scarponi perché mi facevano sentire troppo caldo. Quel giorno hanno servito pasta al ragù e pasta con funghi e panna, per secondo le patatine. Finito di mangiare, siamo ripartiti e verso le cinque, cinque e mezza, siamo rientrati a Lanciano.

Quel giorno c’era un sole cocente e quasi quasi avrei voluto sciare senza la tuta, non facevo altro che sudare, e alla fine mi sono lasciata andare in avanti e la mia faccia è sprofondata nella neve fresca.

Il giorno dopo, invece, c’era una nebbia così fitta che ricopriva la montagna intera, e proprio in quel giorno dovevamo provare la pista azzurra. Salita in cima con il tapis roulant, ho iniziato a spaventarmi visto che per colpa della nebbia non vedevo oltre il mio naso. Ma tutto è andato bene..

Il terzo giorno è stato uguale al secondo: nebbia e freddo gelido. Non vi nascondo che avevo un po’ di paura: paura di cadere, di farmi male, di fare brutta figura… invece sono riuscita a fare delle belle discese. L’unica cosa fastidiosa erano gli scarponi da sci perché erano pesanti e scomodi. Comunque, sciare era bellissimo, perché quelle discese e salite erano divertenti ed entusiasmanti, anche se dovevo prestare attenzione. Peccato che le cose belle finiscono presto!

Il quarto giorno è stato uguale agli altri, a parte un “piccolo” particolare. Il maestro ha scelto un gruppetto di persone che avevano imparato a fare lo spazzaneve per andare sullo skilift: in quel gruppetto c’ero anch’io!!! Purtroppo, pero, arrivata su in cima, per il freddo, sono svenuta e ho passato la giornata intera nello chalet. L’ultimo giorno non abbiamo potuto sciare per il forte vento.

In quella settimana, mi sono divertita molto e ci siamo resi conto che in montagna il tempo può cambiare da un momento all’altro.

Ringraziamo la Dirigente che è stata favorevole a questa iniziativa dandoci la possibilità di imparare a sciare, ma soprattutto l’occasione di conoscerci ancora di più al di fuori dell’ambiente scolastico. Grazie, grazie, grazie!

                                                                                                Un’alunna della 1^ A

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